COVID-19

Vademecum per le imprese operanti sul territorio francese

Anche in Francia, come in Italia, sono state adottate diverse misure governative al fine di arginare la diffusione della pandemia di COVID-19.

Sulla scia di quanto accaduto in Italia, sin dalla metà del mese di marzo 2020, il Ministero della Salute francese ha imposto, inter alia, la chiusura sino al 15 aprile 2020 (termine poi esteso sino all’11 maggio 2020, salvo ulteriori proroghe), di tutti i luoghi aperti al pubblico non indispensabili alla vita del Paese, dovendosi ritenere incluse anche tutte le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per gli esercizi di vendita di generi alimentari e di altri beni di prima necessità.


A distanza di pochi giorni (più precisamente il 23 marzo 2020), il Parlamento francese ha emanato la Legge n. 2020/290 (c.d. “Loi d’urgence”) con la quale è stato formalmente istituto un periodo di emergenza sanitaria nazionale di due mesi (con scadenza, quindi, il 23 maggio 2020 incluso)1, salvo estensioni.


In forza di tale Legge, il Governo è stato delegato a promulgare sia misure destinate, da un punto di vista generale, a limitare talune libertà personali (di movimento, di riunione, ecc.), sia specifici provvedimenti (sotto forma di ordinanze e relativi decreti attuativi) finalizzati a fronteggiare lo stato di grave crisi economico-finanziaria nella quale si sono venuti a trovare i privati e le imprese a seguito della repentina espansione del virus.

 

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