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Kering in Italia: studio dell'impatto

The European House – Ambrosetti ha misurato gli impatti e il contributo di Kering e dei suoi marchi in Italia alla creazione di valore per il Paese

Applicando il modello di analisi dei “4 Capitali”, lo studio valuta l’apporto alla crescita e allo sviluppo del Capitale Economico, Sociale, Cognitivo e Ambientale attraverso una metodologia multidimensionale. 

Dal momento dell’acquisto della prima partecipazione nel marchio Gucci 25 anni fa, nel 1999, Kering (allora Pinault-Printemps-Redoute) ha costruito un rapporto stretto e virtuoso con l’Italia, paese centrale e sinonimo di eccellenza all’interno delle strategie del Gruppo, e dove Kering ha avviato la sua trasformazione in puro player del settore del lusso.

Uno dei casi di maggior successo di investimenti esteri nel Paese, il Gruppo ha investito, e continua a farlo, in modo crescente in competenze artigianali, tecniche e manageriali, con l’obiettivo di attrarre e trattenere i migliori talenti, nel nome dell’innovazione e di uno sviluppo del business sempre più responsabile e sostenibile.

L’Italia vanta in molte discipline un know-how unico, internazionalmente riconosciuto, dal quale prendono forma prodotti eccellenti in settori quali ad esempio la pelletteria, l’abbigliamento, i gioielli e l’industria degli occhiali. Per questo motivo, l’Italia è per Kering destinazione privilegiata di molti investimenti anche di marchi non italiani all’interno del Gruppo, quali ad esempio Saint Laurent (con il recente sviluppo del polo della pelletteria in Toscana) e Balenciaga (con l’apertura di un nuovo, ampliato laboratorio di pelletteria e centro di formazione).

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