Osservatorio Italia-Francia | Sintesi report di ricerca

I dati 2026 dell’Osservatorio Italia-Francia dimostrano che anche in uno scenario complesso, la collaborazione tra aziende non è solo una risposta alle crisi, ma un vero acceleratore di crescita, innovazione e competitività. Oggi più che mai, l’Europa non può permettersi ritardi di percezione o di azione. In questo contesto, rafforzare la collaborazione tra Italia e Francia diventa una scelta strategica: unire eccellenze, fare sistema e trasformare l’incertezza in opportunità.
Il quadro che emerge dalle interviste a 200 aziende (metà italiane, metà francesi) mette in evidenza come la collaborazione tra i due Paesi sia necessaria, soddisfacente, ma presenti margini di miglioramento. Infatti, le imprese mantengono fiducia nell’andamento del proprio business e del resto non potrebbe essere altrimenti, e vedono nella collaborazione bilaterale un antidoto concreto all’incertezza attuale.
Le aziende attribuiscono alla cooperazione tra i due Paesi un valore pragmatico e “win-win” che dovrebbe poggiare sul raggiungimento di efficienza economico-finanziaria, rafforzamento del posizionamento geopolitico in uno scenario sempre più globale, accelerazione su innovazione e sostenibilità.
La collaborazione diventa una necessità a fronte di rischi percepiti: costo dell’energia e delle materie prime, difficoltà nel reperire personale, spinta inflazionistica, instabilità geopolitica, perdita di competitività del sistema europeo. L’aspettativa prevalente è che nei prossimi anni la collaborazione tra imprese italiane e francesi migliori.
Intensificare la collaborazione resta un forte auspicio in entrambi i Paesi e i vantaggi riconosciuti toccano principalmente quattro dimensioni:
Efficienza economico-finanziaria, sostenuta da accesso a filiere più competitive
Valore geopolitico-strategico inteso come valorizzazione congiunta delle eccellenze e maggiore peso negoziale su dossier comuni in sede europea e in area mediterranea
Capitale umano e cultura d’impresa per dare adito a modelli più cooperativi, bacini di talenti più ampi, sviluppo di competenze manageriali
Innovazione, digitale e sostenibilità, ossia maggiore velocità di trasformazione tecnologica, accesso a ecosistemi di startup e accelerazione di transizioni energetica ed ecologica.
I settori con maggiori prospettive sono convergenti e complementari: energia; turismo-ospitalità-cultura; moda-lusso; trasporti-logistica; agroalimentare-vitivinicolo; farmaceutica-biotech; digitale/AI; automotive-mobilità. Un altro terreno comune è sul fronte ESG dal momento che le imprese spostano risorse verso la riduzione di CO2, inclusione e rapporto con le comunità locali: la sostenibilità è vista come leva di reputazione, requisito competitivo oltre che regolatorio.