Au-delà des Chiffres - in collaborazione con Ipsos Doxa

Parità di genere tra Italia e Francia: vicine nei valori, diverse nel percorso

Quando si parla di parità di genere, Italia e Francia sembrano condividere la stessa direzione di marcia. In entrambi i Paesi il tema è ormai entrato stabilmente nel dibattito pubblico e la maggioranza delle persone considera l'uguaglianza tra donne e uomini una questione importante. Guardando più da vicino, però, emergono differenze interessanti nel modo in cui francesi e italiani percepiscono i progressi compiuti e le sfide ancora aperte.

Uno degli aspetti più interessanti che emerge dallo studio Ipsos realizzato in occasione dell'International Women's Day 2026 riguarda la percezione dei progressi compiuti sul fronte della parità di genere. In Italia il 45% degli intervistati ritiene che, sul fronte dei diritti delle donne, si sia arrivati abbastanza lontano. In Francia la percentuale scende al 39%. Non si tratta di una distanza enorme, ma racconta due approcci diversi: i francesi sembrano guardare con maggiore spirito critico alle disuguaglianze ancora presenti, mentre gli italiani tendono più spesso a considerare il percorso già avviato nella giusta direzione.

Dove invece i due Paesi convergono è sull'importanza della leadership femminile. La maggioranza degli intervistati ritiene che una maggiore presenza di donne ai vertici delle aziende e delle istituzioni possa avere un impatto positivo sulla società. Questa convinzione è particolarmente forte in Francia, dove il 66% degli intervistati afferma che le cose funzionerebbero meglio con più donne in posizioni di responsabilità, contro il 59% in Italia. Ancora più marcata la differenza quando si parla di uguaglianza effettiva: il 62% dei francesi ritiene che non sarà possibile raggiungerla senza una maggiore presenza femminile nei luoghi decisionali, una convinzione condivisa dal 45% degli italiani.

Anche il termine "femminismo", spesso oggetto di dibattito, sembra oggi essere vissuto con meno diffidenza rispetto al passato. Il 44% dei francesi e il 43% degli italiani si definisce femminista, percentuali superiori alla media globale. Un dato che testimonia come il concetto sia sempre più associato all'idea di pari opportunità piuttosto che a una contrapposizione tra uomini e donne. Rimane però evidente il divario tra i generi: sono soprattutto le donne a riconoscersi nella definizione di femminista, segno che il tema continua a essere percepito in modo diverso da uomini e donne.

Il lavoro resta il terreno sul quale le disuguaglianze vengono percepite con maggiore chiarezza. In Francia il 54% delle persone ritiene che gli uomini abbiano ancora più opportunità delle donne nella scelta della carriera professionale. In Italia questa percezione riguarda quasi una persona su due (49%). Nonostante i progressi registrati negli ultimi anni, il mondo del lavoro continua a essere considerato uno degli ambiti in cui gli stereotipi di genere pesano maggiormente, soprattutto quando si parla di accesso alle posizioni apicali e alle professioni più prestigiose o meglio retribuite.

Le differenze tra i due Paesi diventano ancora più interessanti se si osserva la sfera familiare. In Francia emerge una visione leggermente più avanzata della condivisione delle responsabilità domestiche e di cura. L'81% dei francesi ritiene che la cura dei figli debba essere equamente suddivisa tra uomini e donne, contro il 77% degli italiani. Lo stesso vale per le attività domestiche, che dovrebbero essere condivise secondo il 79% dei francesi e il 74% degli italiani.

Si tratta di uno scarto contenuto, ma che riflette modelli culturali differenti. In Francia l'idea della corresponsabilità all'interno della famiglia sembra essere più consolidata, mentre in Italia continuano a pesare maggiormente aspettative e ruoli tradizionali, nonostante una chiara evoluzione delle opinioni rispetto al passato.

Nel complesso, il confronto tra i due Paesi racconta una storia fatta più di sfumature che di contrapposizioni. Francia e Italia condividono gli stessi obiettivi e mostrano un ampio consenso sull'importanza della parità di genere. La differenza principale sta forse nel livello di consapevolezza delle disuguaglianze ancora esistenti: la Francia appare più esigente nel giudicare i progressi compiuti, mentre l'Italia mostra una maggiore fiducia nel percorso già intrapreso.

Per entrambe, tuttavia, la sfida è la stessa: trasformare principi ampiamente condivisi in cambiamenti concreti, dentro le aziende, nelle istituzioni e nelle famiglie. Perché la parità di genere non si misura soltanto nelle dichiarazioni di principio, ma nelle opportunità che donne e uomini incontrano ogni giorno nella loro vita professionale e personale.

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